Palazzo Mina della Scala

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La storia

Il Palazzo Mina della Scala, o Villa, conosciuto anche come Castello Schizzi, dal nome del committente Ludovico Schizzi, risale al 1596, come testimoniato da una lapide murata. Il complesso sorge isolato lungo la strada che collega San Giovanni in Croce a Rivarolo Mantovano ed è un curioso esempio di residenza-castellata. Infatti, la sua singolare fisionomia che accorpa spazi abitativi a torri ed elementi difensivi armonizza sia l’elemento abitativo, sia l’elemento sicurezza: un po’ villa padronale, un po’ rocca fortificata. Non a caso, viene comunemente chiamato sia “palazzo”, sia “castello”.

La Villa nel corso dei secoli ha subito diversi restauri a seguito di incidenti bellici, il più importante dei quali è sicuramente l’incendio del 1648 appiccato ad opera dei Gallo-Estensi, che comportarono la sostanziale successiva riedificazione del complesso. Fu poi ulteriormente ampliato nel Settecento, quando prese all’incirca le forme che vediamo oggi. Le tappe storiche della costruzione, della duplice ricostruzione, dell’ampliamento, restauro e riordino sono segnalate da date incise nelle lapidi murate, che recitano così: 1596 – Ludovico Schizzi fa costruire la villa castello;  1648 – Viene bruciato dai Gallo-Estensi; 1657 – Ricostruzione (6 luglio);  1735 – Ampliamento e restauro: Ludovico Carlo, capitano e conte.

Gli affreschi

Il palazzo presenta una straordinaria decorazione settecentesca dei soffitti, delle ampie sale e dei vestiboli, con medaglioni e rappresentazioni mitiche come putti, racconti mitologici e gli amorini. Anche se non tutti dipinti dallo stesso artista, sono stati però realizzati nella medesima epoca. Degne di nota sono le rappresentazioni delle virtù care alla Casa Schizzi: la prudenza, la giustizia, la temperanza e la fortezza, mentre altrettanto importanti sono le decorazioni della sala di rappresentanza, per gli stemmi gentilizi accoppiati che rappresentano probabilmente le parentele contratte: gli Odescalchi, i Visconti, i Bertani, Bernardino della Massa.

Il palazzo oggi

Il Castello, o palazzo, passato in proprietà dei Mina della Scala e dei suoi eredi è incluso nei beni architettonici tutelati dalla Soprintendenza ed è centro di interesse storico-artistico meta di turisti. L’edificio è stato oggetto di una campagna di restauri all’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso, ed è attualmente utilizzato sia come abitazione, sia come centro di manifestazioni culturali, destinazione che ne garantisce il buono stato di manutenzione.

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Le Terre Casalasche
Il Distretto delle Terre del Casalasco comprende i Comuni di Casalmaggiore, Casteldidone, Gussola, Martignana di Po, Torricella del Pizzo, Motta Baluffi, Scandolara Ravara, Rivarolo del Re ed Uniti, Spineda, San Daniele Po, Cingia de’ Botti, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, San Martino del Lago, Voltido. Si sviluppa entro l’area del Casalasco, un territorio dalle numerose potenzialità economiche, turistiche ed ambientali, la cui esplicazioni in termini di sviluppo e visibilità sono ancora tutte da attivare.