Teatro Comunale di Casalmaggiore

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Storia e origini

Eretto nel 1783 e inizialmente chiamato “Teatro Sociale” perché fatto costruire da una società di dodici nobili cittadini di Casalmaggiore, fu progettato dall’architetto casalasco Andrea Mones. L’edificio ha un’elegante sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. Addossata vi è l’ampia sala del Ridotto del Teatro, che in epoche passate serviva per l’organizzazione di feste popolari (da cui deriva il termine locale per indicarlo: La Fastàssa), utilizzata attualmente come sala di esposizione per mostre. Il complesso teatrale fu costruito dove sorgeva l’antica posta dei cavalli. La cronaca locale ricorda ad alcune rappresentazioni la presenza di Ferdinando I, Duca di Parma, e della sua Corte.

Il Teatro fu sede delle riunioni del’Accademia arcadica Eridania, e in seguito di circoli patriottici che si formarono in città durante il Risorgimento. Sempre nel Teatro, si riunivano durante la dominazione napoleonica gli adepti di una società filo-francese casalasca.

Il Teatro ai giorni nostri

Acquisito dal Comune, vide l’organizzazione di stagioni teatrali nei primi del Novecento. Servì poi come sala cinematografica, fino alla chiusura e al suo abbandono che ne determinò un notevole degrado. Nel ridotto del teatro, al piano superiore, esistette intorno agli anni Settanta il Museo Civico Archeologico, nato in seguito al lavoro di un gruppo di appassionati di archeologia preistorica locale, poi scioltosi.

Finalmente un globale lavoro di restauro ne consentì il pieno recupero. Ora il Teatro è funzionante, e annualmente propone Stagioni Teatrali che spesso trovano eco anche nella stampa nazionale. Localmente il teatro fornisce una degna cornice alle rappresentazioni di numerose compagnie teatrali dialettali della città e dei comuni contermini, che vivacizzano il panorama culturale locale.

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Il Distretto delle Terre del Casalasco comprende i Comuni di Casalmaggiore, Casteldidone, Gussola, Martignana di Po, Torricella del Pizzo, Motta Baluffi, Scandolara Ravara, Rivarolo del Re ed Uniti, Spineda, San Daniele Po, Cingia de’ Botti, San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, San Martino del Lago, Voltido. Si sviluppa entro l’area del Casalasco, un territorio dalle numerose potenzialità economiche, turistiche ed ambientali, la cui esplicazioni in termini di sviluppo e visibilità sono ancora tutte da attivare.