Parco Golena del Po

Il parco

Il Parco Golena del Po è un Parco Locale ad Interesse sovracomunale che comprende le aree golenali del fiume Po nel comune di Casalmaggiore e di una parte dell’area golenale del Comune di Martignana Po.

Il parco è stato istituito nel 1992, con la volontà di tutelare e preservare un’area golenale di oltre 600 ettari

dal grande interesse ambientale e fortemente intaccata nei decenni precedenti. È stato uno dei primi Parchi Locali istituiti in Regione Lombardia, sicuramente il primo lungo l‘asta fluviale del Po in territorio lombardo.

Il patrimonio boschivo e naturalistico, unito al lento scorrere del fiume Po che lambisce il Parco in tutta la sua estensione, ne fanno un ambiente ideale per passeggiate domenicali, fare jogging , andare in bicicletta e rilassarsi a contatto con la natura. Per vivere al meglio il Parco sono stati individuati percorsi con tempi di percorrenza diversificati per rispondere alle esigenze di ciascun visitatore.

 

Il bosco ripariale

Secoli fa la Pianura Padana era coperta da immense foreste e paludi, mentre oggi i boschi naturali si sono conservati solo in prossimità dei fiumi. Già al tempo dei Romani cominciò un processo di bonifica e disboscamento a favore dell‘agricoltura e dell‘urbanizzazione cosicché, ad oggi, sono rimasti solo pochi boschi ripariali (cioè che crescono vicino alle rive, come il bosco del Parco Golena del Po) accanto agli alvei di grandi fiumi come Po, Adda, Ticino. Questi boschi si sono conservati per due motivi principali: essendo vicini all‘acqua sono ricchi di selvaggina, quindi sono stati mantenuti per secoli come riserve di caccia private; inoltre, la paura di piene e inondazioni ha fatto sì che gli agricoltori preferissero non coltivare troppo vicino ai fiumi, risparmiando dal diboscamento le zone adiacenti alla riva. Questi boschi sono generalmente costituiti da latifoglie (foglie con pianta larga) e caducifoglie (che perdono le foglie in inverno). Analizzando più a fondo la vegetazione di questi boschi si nota una stratificazione verticale. Ciò significa che nel bosco si distinguono 3 o 4 strati di vegetazione: uno strato arboreo alto fino a 20 metri, uno o due strati di arbusti e di alberi in crescita alti da 1 a 8 metri e uno strato erbaceo, alto fino ad un metro.

Le specie vegetali che si incontrano nel Parco

  • Più vicini all‘acqua, sulle rive, crescono i salici arbustivi, il salice bianco e il salice di ripa, ossia alberi che sopportano anche lunghi periodi di inondazione.
  • I più abbondanti, si dividono in pioppo bianco (riconoscibile per la corteccia e la pagina inferiore delle foglie di colore bianco), pioppo nero e suoi ibridi come il pioppo canadese (tutti riconoscibili per le foglie triangolari).
  • È la quercia tipica della pianura che ama terreni più secchi.
  • Un albero che predilige le zone argillose.
  • I più comuni sono il Sambuco nero, il Sanguinello e il Ligustro.
  • Strato erbaceo. È costituito da molte specie ed è meno fitto dove il bosco è più ombroso. Sono presenti anche piante erbacee dotate di fiori vistosi, come la margherita, il tarassaco e varie specie di viole.

 

Le zone umide del parco

Col termine “ambiente umido” possiamo indicare tutti i corpi d‘acqua permanenti e temporanei: laghi, fiumi, morte, stagni, paludi, rogge, fossi. Nel caso del fiume Po, queste zone sono originate dal salto di un meandro durante i periodi di piena e dal successivo ritirarsi delle acque. Esse rappresentano un importante ecosistema dove solo certe specie vegetali, capaci di vivere completamente sommerse o col fusto parzialmente immerso nell‘acqua, sono in grado di proliferare. Alcune specie sono capaci di ancorarsi al fondo e resistere alla corrente, altre hanno fusti sotterranei e foglie galleggianti, altre ancora sono completamente galleggianti. In ogni caso l‘ambiente umido, proprio per la sua ricchezza di acqua e di materia organica, presenta una vegetazione abbondante e varia ed è luogo di sosta, di alimentazione e di riproduzione di molte specie di animali. Canne, tife, iris gialli e ninfee: queste e molte altre sono le piante che rendono l’ambiente umido incredibilmente suggestivo.

 

Il greto e i sabbioni

È un ambiente inospitale, soggetto a frequenti sbalzi di temperatura e umidità. Luogo di nutrimento degli aironi, ospita piante pioniere ed estremamente resistenti. Il greto del fiume costituisce un ambiente naturale assai peculiare e generalmente poco considerato dal punto di vista ecologico. Le rive ghiaiose costituiscono sicuramente la zona umida più inospitale per le specie vegetali a causa del rapido variare delle condizioni ambientali. Nei mesi primaverili, la portata delle acque del fiume può crescere e decrescere di parecchi centimetri nel corso di poche ore, portando all‘allagamento della spiaggia e della relativa vegetazione che la popola. Al contrario, durante i mesi di magra, la parte più superficiale del terreno viene rapidamente seccata dal sole e dal vento, mentre a pochi centimetri di profondità le radici pescano in un terreno sì bagnato, ma spesso povero di nutrienti. I sabbioni rappresentano una situazione ecologica in continuo mutamento, in quanto governate dall‘andamento annuale delle portate del fiume. Durante il periodo di magra del Po (estivo e invernale) le isole possono essere colonizzate da piante annuali graminacee e da piante perenni che riescono a rimanere legate al suolo anche durante le piene del fiume. In genere, in questi ambienti le piante erbacee vengono avvantaggiate per le loro minori esigenze biologiche, mentre gli alberi incontrano maggiori difficoltà: solo alcuni salici riescono a sopravvivere anche sui sabbioni.

Gli animali del Parco Golena del Po

Oltre a insetti, anfibi e piccoli rettili, nel parco si possono osservare diverse specie di uccelli, tra cui l‘airone cenerino, il picchio rosso, l‘albanella, la garzetta, il fagiano e alcuni rapaci quali lo sparviero e la poiana. Tra le specie ittiche, tra quelle che non sono (perlopiù) originarie della pianura troviamo il luccio e il siluro, mentre tipiche sono invece la carpa e il cavedano. Numerosi sono anche le specie di mammiferi stanziali nel parco, come il riccio, la volpe, l‘arvicola, la faina e, da qualche anno, i caprioli.